Stati generali contro il femminicidio e la violenza di genere

Si sono riuniti il 1 settembre 2026 presso la Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo a Roma gli Stati Generali contro il Femminicidio e la Violenza di Genere, Coordinati da Catia Acquesta Presidente di Alleati con Te, giornalista e scrittrice.

*DICHIARA CATIA ACQUESTA coordinatrice degli Stati Generali*

“Davanti al sangue e al dolore di Ferragosto e di tutte le vittime che portiamo nel cuore, non bastano più le parole di cordoglio. Per questo, dalla Chiesa degli Artisti, insieme a S.E. Mons. Antonio Staglianò, abbiamo presentato i 10 Comandamenti e i 2 Pilastri per contrastare il Femminicidio: la Cultura della Dignità e il Garante Nazionale delle Vittime. È questa la ricetta Salva-Vite che vogliamo portare avanti insieme alle Istituzioni e alle Forze Parlamentari. Non possiamo più contare le vittime. Dobbiamo fermare la mano che uccide prima che si alzi.”

DICHIARAZIONE WANDA FERRO:

“Ha aperto gli interventi istituzionali degli Stati Generali contro il Femminicidio e la Violenza di Genere Wanda Ferro Sottosegretario all’Interno: “Ringrazio Catia Acquesta Coordinatrice degli Stati Generali contro il Femminicidio e la Violenza di Genere per aver voluto promuovere questa iniziativa e per il lavoro che porta avanti ogni giorno come presidente dell’associazione “Alleati con Te”. Un lavoro che nasce anche da una storia personale difficile e che ha avuto la forza di trasformare il dolore in attenzione verso gli altri, in ascolto, in capacità di stare accanto alle donne che vivono una condizione di paura e di solitudine. Considero importante la scelta di riunire all’interno degli Stati Generali contro il Femminicidio e la Violenza di Genere istituzioni, magistratura, forze dell’ordine, mondo della ricerca, professionisti, associazioni e società civile. La violenza contro le donne ha una dimensione criminale che richiede leggi severe e strumenti efficaci, ma ha anche radici culturali profonde. E su quelle radici dobbiamo riuscire ad agire insieme tenendo in considerazione le esperienze e competenze che hanno portato alla elaborazione da parte del “Comitato per l’Amore e per la Dignità della Persona” (composto dalla stessa Catia Acquesta insieme al Cav. di Gran. Croce Paolo Crisafi e a S.E. il Vescovo Antonio Staglianò, con il supporto legale dell’avv. Fabio Federico) di 10 comandamenti e 2 pilastri (la cultura della dignità della persona e il garante nazionale) come ricette Salva Vite. Le istituzioni hanno la responsabilità di fare in modo che, quando trova la forza di farlo, quella donna incontri una rete pronta ad ascoltarla, proteggerla e accompagnarla”

*Una preghiera molto partecipata è stata celebrata da S.E. Mons. Antonio Staglianò, Rettore della Chiesa degli Artisti, per le Vittime del mese di Agosto 2026 e per quelle che da anni muoiono vedendo calpestata la propria dignità.*

*Sono stati individuati due fondamentali pilastri su cui fondare le azioni per sostenere la qualità della vita delle persone in rapporti di amore sereni e costruttivi, anche quando ci si dovesse lasciare.*

*QUESTI I DUE PILASTRI DEGLI STATI GENERALI CONTRO IL FEMMINICIDIO E LA VIOLENZA DI GENERE*

*I PILASTRO: LA CULTURA DELLA DIGNITÀ PERSONALE*

Non si previene il femminicidio solo con una pena più alta. Si previene insegnando fin da piccoli che l’altro non è un oggetto.

Per questo chiediamo che la Cultura della Dignità Personale diventi materia trasversale, strutturale e obbligatoria in sei luoghi chiave della vita quotidiana:

 

  1. Nelle Scuole: per decostruire fin dall’infanzia stereotipi di possesso e gelosia, insegnare il rispetto del corpo, il valore del consenso e l’educazione affettiva.

 

  1. Nelle Università: per formare medici, avvocati, docenti e assistenti sociali capaci di riconoscere i segnali della violenza psicologica ed economica, non solo fisica. E per proseguire la formazione dei giovani.

 

  1. Nei Luoghi di Lavoro: perché la violenza è anche molestia, demansionamento punitivo, ricatto. Le aziende devono dotarsi di protocolli di tutela reale per chi denuncia.

 

  1. Nei Presidi delle Forze dell’Ordine: perché la prima denuncia è il momento più delicato. Va accolta con formazione sempre più specializzata, senza domande colpevolizzanti, garantendo protezione immediata.

 

  1. Nei Presidi Sanitari e negli Ospedali: Pronto Soccorso, Consultori e Medici di Base sono spesso il primo luogo dove la vittima chiede aiuto senza riuscire a parlare. Un livido giustificato male, accessi ripetuti. Formare sempre più il personale sanitario a riconoscere, codificare e attivare in sicurezza la rete antiviolenza significa salvare una vita prima che sia troppo tardi.

 

  1. Partendo dalla Chiesa degli Artisti, nelle Chiese e nei luoghi di culto come punti di ascolto e di educazione all’amore e al rispetto dell’altro: perché la Chiesa è da sempre presidio di comunità. Può diventare, nel rispetto della laicità dello Stato, una rete capillare di ascolto non giudicante, di prima accoglienza spirituale e umana, e di educazione profonda al valore sacro della persona e al rifiuto di ogni forma di possesso e violenza.

*II PILASTRO: L’ISTITUZIONE DEL GARANTE NAZIONALE DELLE VITTIME DI VIOLENZA*

Oggi abbiamo leggi importanti come il Codice Rosso, ma manca un regista. Le leggi vengono applicate in modo diverso da Trieste a Palermo, i dati non sono uniformi, le vittime non sanno a chi rivolgersi quando la rete locale non funziona.

Il Garante Nazionale, Autorità indipendente sul modello del Garante per l’Infanzia, è il completamento naturale del quadro normativo. Non duplica, ma tiene insieme.

Ecco cosa garantisce in concreto:

 

  1. Un presidio costante sull’applicazione delle nuove disposizioni: verifica ogni giorno che ordini di allontanamento, divieti di avvicinamento, braccialetti elettronici e provvedimenti di ammonimento vengano emessi e soprattutto eseguiti. Segnala al Parlamento ritardi, disfunzioni e prassi difformi tra i Tribunali. Non permette che una legge rimanga sulla carta.

 

  1. Un punto di riferimento istituzionale unico per le vittime: un numero, una sede, un volto riconoscibile dello Stato. Quando una donna ha paura di tornare dalle Forze dell’ordine anche se queste lavorano bene, quando il suo centro antiviolenza è al completo, quando non si fida più di nessuno, sa che esiste un livello nazionale a cui scrivere e che risponde entro 48 ore, prendendo in carico il suo caso.

 

  1. Un coordinamento efficace della rete dei servizi: oggi Centri Antiviolenza, Case Rifugio, Procure, Forze dell’Ordine, Servizi Sociali e Ospedali lavorano spesso senza parlarsi. Il Garante crea protocolli nazionali uniformi, tavoli permanenti regionali e una banca dati protetta condivisa, perché la vittima non debba più raccontare la sua storia dieci volte a dieci uffici diversi.

 

  1. Un Osservatorio permanente sul fenomeno: l’Italia non ha ancora un conteggio unico e ufficiale delle vittime e dei tentati femminicidi. L’Osservatorio raccoglie dati certi, anonimizzati, da tutte le Procure e da tutti gli Ospedali, studia le recidive, analizza le sentenze dove la vittima era già nota ai servizi e ogni anno consegna al Governo e al Parlamento una Relazione con proposte di legge concrete, basate sui fatti e non sull’emozione del momento.

In sintesi: la Cultura della Dignità evita che la violenza nasca. Il Garante impedisce che, quando nasce, lo Stato arrivi tardi o disunito. Tra i presenti anche il Maestro Orafo Michele Affidato che da sempre da il suo contributo nel sociale accanto alle vittime, capace di impreziosire con le sue opere chi è rimasta viva da un tentato femminicidio.

*HANNO ALIMENTATO I LAVORI*

– *Roberto Massucci* – Questore di Roma

– *Andrea Giordano* – Magistrato e Capo Ufficio Legislativo Ministero della Salute

– *Susanna Donatella Campione* – Membro della Commissione Parlamentare di Inchiesta sul Femminicidio e la Violenza di Genere

– *Stefania Pezzopane* – Consigliere Comune L’Aquila

– *Annamaria Colao* – Scienziata, Università Federico II di Napoli

– *Maria Stella Giorlandino* – Presidente Fondazione Artemisia

– *Giuseppe Bonadonna* – Presidente SIM Carabinieri

– *Filomena Di Gennaro* – Vittima scampata alla morte

– *Antonietta Proietti* – Vittima scampata alla morte.